stasera la cucina è chiusa, mi sono gustata una cenetta (così come previsto dalla dieta, sigh sigh) lasciatami pronta dal mio papà, e così senza spadellare nè sfornare posso dedicarmi, per la prima volta credo, ad un post senza ricetta!
confesso: non conoscevo mamma felice, poi oggi sulla home di “oggi pane e salame, domani…“, blog che apro ogni lunedì a pranzo perchè so di trovare qualcosa che mi piacerà di sicuro, invece della mia tanto bramata ricetta ho trovato la presentazione di questa iniziativa che mi è piaciuta tantissimo: la caccia al tesoro di mamma felice! la mia pausa pranzo è trascorsa piacevolmente e con tanto interesse tra le pagine di mamma felice. mi piace!
sarà che sono una mamma (e solo per questo sempre felicissima); sarà che in questo momento essere felice è difficile ma rimane sempre l’obiettivo principale; sarà che amo la vita così come viene e anche io preferisco essere grata per quello che ho invece che lamentarmi di ciò che mi manca … sarà che oggi mi ha regalato spunti di riflessioni e non pochi sorrisi carichi di fiducia: ho deciso di voler partecipare anche io. in fondo è da quando ero piccola che non partecipo una caccia al tesoro e qui il tesoro è assicurato visto che c’è davvero il “rischio” di trovare tanti nuovi amici!
prima di iniziare la caccia occorre compilare la scheda d’iscrizione! ed eccomi qui pronta con la mia carta d’identità!
Nome del blog e obiettivi:
storie di zucchero, uova e farina.
è l’unione delle mie grandi passioni: comunicare, scrivere, cucinare, creare immagini. è la voglia di imparare ma anche di raccontarsi. una raccolta delle mie ricette che spesso nascono da momenti che non voglio dimenticare: in cucina con la mia bimba, con il suo entusiasmo e la sua fantasia. sono le storie che nascono tra cucchiai di zucchero sul tavolo, farina tra i capelli e uova sul pavimento: grandi pasticci e grandissimo amore! perchè essere mamma, così come cucinare, per me è un grande gesto d’altruismo!
Un buon motivo per seguirvi:
le mie ricette sono semplici, niente nomi strani, niente ingredienti introvabili e strani strumenti da chef affermati, nessuna grossa pretesa se non quella di rilassarsi in cucina, distrarsi dalle routine e dai problemi, farsi guidare da un po’ di istinto, di fantasia e qualche nozione di base magari tramandata dalla nonna o dal papà … poi sedersi a tavola e tra 4 chiacchiere e un buon bicchiere di vino: gustare una cena semplice e un dolce indimenticabile!
Due post che vale la pena leggere:
- biscotti al te nero … perchè avrei potuto scriverlo oggi e perchè questi biscotti sono quelli che mi sono piaciuti di più nella produzione “biscottifera” di quest’anno.
- brioche col tuppo … perchè non ha belle foto ma è stata la prima grandissima soddisfazione in cucina.
Come seguirvi (newsletter, FB, twitter…):
FB www.facebook.com/storiedizucchero
twitter @zuccheroefarina
dovrebbe essere tutto per il momento, e ora non mi resta che prepararmi per la seconda tappa della caccia che già in corso …
e con una settimana di ritardo torno nuovamente a parlare di pizza, questa volta però con una versione completamente opposta alla pizza light ultima postata: le pizzelle fritte … anche dette “montanare”. quelle pizzette che ci preparava la nonna quando eravamo piccole: l’attesa accanto alla capiente padella dove friggevano le pizzelle, la schiumarola che agitava l’olio bollente per avvolgerle e friggerle e non appena dorate e gonfie le scolava e adagiava sulla carta assorbente, il cucchiaio che le guarniva con la salsa al pomodoro e il profumo del parmigiano grattuggiato fresco, le nostre manine pronte a rubarne una ancora bollente …
ed ancora oggi è così: impossibile non rubarne una appena fritta! e così come 30 anni fa ero io ad aspettare il momento in cui allungare la manina per conquistare la mia pizzella, adesso al contrario aspetto il momento in cui la manina della mia piccola peste viene a rubare la sua per addentarla soddisfatta e vederla ridere con i baffi di pomodoro.
Ingredienti per 15/18 pizzelle fritte
15 gr lievito di birra
500 gr farina 00
2 patate
200 ml acqua tiepida
sale
sbriciolare il lievito in una ciotola con pochissima acqua tiepida, un pizzico di sale, tre cucchiai di farina, mescolare, coprire e lasciar lievitare per circa 1/2 ora.
far bollire le patate, sbucciarle e ridurle in purea, quindi aggiungerle alla farina e lievito, alla rimamente farina e all’acqua che aggiungeremo finchè l’impasto non diventa compatto, liscio, elastico. coprire e lasciar lievitare per almeno 2 ore.
smontare l’impasto e strapparne delle piccole quantità creando delle palline che lasceremo lievitare ancora una ventina di minuti prima di friggerle in abbondante olio bollente.
scolarle, lasciarle asciugare su carta assorbente, guarnirle con salsa al pomodoro e una spolverata di parmigiano, quindi mangiare stando attenti non bruciarsi!
una variante che non teme assolutamente il confronto, ed è graditissima soprattutto dai bambini, è la versione delle pizzelle fritte ripiene: mettere nel centro della pallina di pasta un cucchiaino di ricotta e prosciutto cotto, o salame, quindi chiudere e friggere.
queste pizzette sono un tipico piatto della tradizione culinaria napoletana, si trovano in quasi tutte le rosticcerie e friggitorie ed è difficile resistere ad un così goloso spuntino che si può mangiare mentre si passeggia tra le bellissime strade di una città magica.
con questa ricetta partecipo allo street food contest di
“Cucinando con mia sorella“
non ho mai conosciuto qualcuno a cui non piacesse la pizza. ci può essere chi nei confronti della pizza è tradizionalista e non discosta le sue attenzioni dalla classica margherita, o chi invece non disdegna cercare nuovi sapori, impasti, abbinamenti.
io non sono una di quelle che mangerebbe pizza tutti i giorni, ma a giorni alterni si e soprattutto mai la stessa pizza.
con la pizza ho però quel rapporto di amore-odio tipico degli amanti: la amo alla follia ma vorrei poterne fare a meno, perchè purtroppo “mi gonfia” terribilmente … cosa che mi porta ad odiarla!
proprio per questo problema, quando preparo la pizza in casa cerco di sperimentare impasti e dosi che mi evitino questa “spiacevole controindicazione”.
quella che ho provato questa volta è impastata con la farina “gran fibra” del Mulino Alimonti, senza aggiunta di lievito. risultato: una pizza leggerissima, dal sapore deciso, digeribilissima e che soprattutto: lascia la pancia completamente piatta!
Ingredienti per l’impasto:
- 500 gr di farina gran fibra (farina composta da avena, orzo e crusca)
– 350 gr acqua
– 1 cucchiaio di olio evo
– 1 pizzico di sale
Impastare acqua, farina, sale e olio fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo, lasciar riposare circa 30 minuti al coperto (io chiudo la scodella in cui impasto con la pellicola e poi la lascio nel forno con solo la lampadina accesa), poi sgonfiarla, rimpastarla velocemente ricoprirla e lasciarla riposare nuovamente per 2 ore. a questo punto sgonfiarla nuovamente, rimpastarla e lasciarla di nuovo riposare per 4 ore. stenderla (possibilmente aiutandosi con i polpastrelli) sulla teglia del forno foderata di carta forno e lasciar riposare di nuovo per circa un quarto d’ora prima di infornarla per 15 minuti a 200° in forno ventilato.
per il condimento (che si può fare a proprio gusto):
- 1 zucchina
- 1 scatoletta di tonno
- pomodorini pachino
- sale e olio qb
tagliare la zucchina a rondelle e rosolarla in olio bollente, con un pizzico di sale e una sfumata di vino bianco, dorare appena le zucchine. Intanto tagliare i pomodorini, aggiungere il tonno, un pizzico di sale e un filo d’olio e lasciar insaporire.
non appena sfornata la pizza distribuirvi le zucchine a rondelle e coprire con pomodorini e tonno, qualche fogliolina di menta e mangiare.
questa pizza, che può sembrare “asciutta” è in realtà morbida e saporita, si mantiene benissimo anche per 1-2 giorni in frigorifero ed è perfetta anche da utilizzare per una versione “ripiena” (io l’ho provata con prosciutto crudo e patate ed è buonissima).
con questa ricetta partecipo al contest de la cuochina sopraffina:
pizza sopraffina, falla buonina
sarà che è giugno, sarà che fa caldo (troppo per me), sarà che mi sono trovata una serie di accumuli di cose rimandate: ma in questo momento non riesco a fare i conti con la precisione, l’organizzazione, le scadenze. voglia di vacanza? non so, forse si tratta di bisogno di cambiamenti (a me la routine non fa bene per niente) o come recitava una nota pubblicità: “è più … voglia di qualcosa di buono!”
qualcosa di buono questa volta sono andata a cercarlo nel sito di Martha Stewart, dove ogni pagina propone qualcosa che è impossibile non desiderare di fare, mangiare, realizzare, decorare … io lo considero come la “spa” della mia mente. ed è proprio lì che ho trovato la ricetta di questi meravigliosi coconut capcakes che ho poi guarnito con un frosting al mascarpone e more.
Ingredienti per i cupcakes:
- 200 gr zucchero
- 200 gr farina
- 65 gr di cocco disidratato
- 120 gr di burro
- 2 uova + 2 albumi
- 200 gr di latte
- 2 cucchiaini di lievito in polvere
- 1/2 cucchiaino di sale
- estratto di vaniglia
in una scodella unire tutti gli ingredienti secchi: la farina, lo zucchero, il cocco, il lievito, il sale; in un’altra invece tutti quelli liquidi: il burro morbido, le uova, il latte e l’estratto di vaniglia. unire i liquidi ai secchi un po’ per volta e far amalgamare per bene, quindi dividere il composto ottenuto nei pirottini o stampini da cupcakes e infornare a 180° per circa 15/18 minuti. prova stecchino e sfornare!
Frosting al mascarpone e more:
- 200 gr di mascarpone di buona qualità
- 100 gr di panna fresca da montare
- 80 gr di zucchero a velo
- 80 gr di more fresche
con le fruste montare il mascarpone con lo zucchero fino a farlo diventare una crema morbida. montare la panna e aggiungerla alla crema di mascarpone. frullare la metà delle more e aggiungere anche queste alla crema, quindi amalgamare bene il tutto e riporre in frigorifero per circa mezzora.
una volta raffreddati i cupcakes, guarnirli con il frosting alle more utilizzando un sac a poche oppure semplicemente spalmandolo in abbondanza sui cupcakes, decorare con una mora e conservare in frigorifero fino al momento di consumarli.
con questi cupcakes partecipo al contest
“un estate dolce dolce”
di zucchero e spezie
di ritorno da due giorni al mare. due giorni faticosamente ritagliati dalle mille cose da fare, dal lavoro arretrato, dalla montagna di panni da stirare e da una casa che grida: “pietà, dedicati un po’ anche a me!!” due giorni in cui il tempo non ci ha risparmiato nuvole e cielo grigio, afa da 30°, un po’ di pioggia, vento e malumore tipico di chi parte con una borsa extra-light con dentro un costume e due magliettine e si ritrova a dover indossare jeans e vagare per centri commerciali cercando di ammazzare il tempo. a me però per ammazzare il tempo basta veramente poco: due zucchine fresche, un caprino che mi invita dal banco del supermercato ed ecco che, in men che non si dica, ci si dimentica del grigio e si pensa al sole previsto per il giorno dopo e a qualcosa di sfizioso da portarsi per un aperitivo sulla sabbia: tartellette con zucchine e caprino, assaggi di campagna da gustare anche in riva al mare.
Ingredienti per 25 tartellette (o 1 torta rustica)
- 1 disco di pasta pasta brisè
- 4 zucchine grosse
- 150 gr formaggio caprino morbido
- 1 robiola
- 200 gr di panna fresca
- 1 uovo
- sale e pepe qb
- vino bianco per sfumare
lavare e pulire le zucchine, tagliare a rondelle e ripassare in padella con olio, sale e una sfumata di vino bianco. nel mixer del frullatore, o con il minipimer, frullare insieme le zucchine, il formaggio caprino, la robiola, la panna e l’uovo, regolare di sale e pepe.
stendere il disco di pasta brisè e ritagliare dei disci di circa 7-8 cm, (rimpastare la pasta avanzata e continuare … si dovrebbero ottenere circa 25 dischi). disporre i dischi nei pirottini di carta in modo da avere un bordino di quasi 1 cm. riempire le tartellette con la crema di zucchine e caprino, quindi decorare secondo il proprio gusto e fantasia o con pasta brisè, o con mandorle o zucchine alla julienne …
infornare a 180° per circa 20 minuti, o non appena la pasta brisè appare cotta.
sfornare e lasciar raffreddare prima di togliere dai pirottini.
ideali per un buffet, per un pic-nic, per un aperitivo sfizioso … dal sapore leggermente dolce e rustico che si abbina perfettamente ad un vino bianco e frizzante, ma anche alla classica birra fresca da gustare in spiaggia o ad un pic-nic …
con queste tartellette partecipo al contest “mangiamo in spiaggia?” di nastro di raso
e al contest “picnikiamo” di peccato di gola
A proposito di contest: non dimenticate la “sfida a 4 mani tra favole e fornelli” organizzata da storie di zucchero e “oggi pane e salame, domani …“
mi rendo sempre più conto che viviamo in una società che ci toglie completamente il tempo, ci risucchia ogni secondo delle nostre giornate senza che si riesca a portare a termine metà di ciò che ci si è prefissati di fare. sicuramente io sono una che cerca di incastrare tra di loro troppe cose e spesso da questi incastri e incroci riesco a districarmi a fatica, però non riesco a fare di meno, non riesco a dormire di più, non riesco a fermarmi, pensando che ogni attimo devo viverlo almeno al 90%, che devo cercare di godermi tutto ciò che mi circonda, che non posso permettere al lavoro, ai problemi, alla società di rubarmi sogni e fantasia nè tantomeno di non insegnare a mia figlia che il tempo è una risorsa preziosa da sfruttare al meglio: vivere e non solo per sopravvivere.
poi succede che la terra trema. succede che tante persone restano senza casa. succede che guardi tua figlia e pensi alla paura di tanti bimbi come lei, ti osservi dentro la tua casa ancora in piedi e pensi ai genitori che non dormono per poter schizzare via alla prima scossa e correre e portare in salvo i loro figli e quattro cose che in quel momento sembrano indispensabili. succede che vorresti fare qualcosa … succede che ti fermi. e ti accorgi che il tempo non è proprio nulla, che “basta un niente per ritrovarsi senza niente”. succede che fa paura.
è questo che è successo in Emilia, la terra ha tremato e continua a tremare, continua a cercare di imporre a tutti di fermarsi, ma gli emiliani non gliela danno vinta: hanno voglia di vivere, di ricostruire, di lavorare, di non fermarsi! L’ESEMPIO!
sul web tra twit, blog, post e mail non si contano le iniziative di solidarietà e proposte e idee di aiuto e sostegno. sarebbe bello partecipare a tutte, ma anche una giornata di 48 ore non renderebbe possibile un progetto del genere … e allora nel mio piccolo, oltre a sms, partecipazione a raccolte di indumenti e materiali, mi fa piacere cercare di attivarmi regalando un po’ del mio tempo (che purtroppo non è mai abbastanza) per un pensiero di solidarietà.

Micol e Cecilia, del blog Muffin e dintorni hanno pensato di chiedere ai blogger un post che parli dell’emilia, con una ricetta della tradizione o una ricetta che abbia tra gli ingredienti dei prodotti emiliani … una lista lunghissima (e nemmeno esaustiva) di buonissimi prodotti! ecco cercarli nei supermercati, comprarli, usarli, apprezzarli è un piccolo aiuto che si può dare all’economia emiliana, un piccolo aiuto che non richiede nemmeno troppo tempo ma solo un po’ di attenzione nel fare la spesa …
la mia proposta (veloce …) è una piadina vegetariana con il classico squacquerone (senza squacquerone non è piadina!!!), qualche fetta di melanzana grigliata, una tagliata sottile di pera, qualità abate fetel (ora nello specifico dubito che questa arrivasse dall’emilia, sebbene sul cartone ci fosse scritto “made in italy”, però è un tipo di pera che viene coltivata prevalentemente in emilia romagna, quindi l’ho considerata “adatta allo scopo”), qualche ciuffetto di songino, e qualche goccia di aceto balsamico di modena …
Ingredienti per 1 piadina:
– una piadina
– squacquerone
– uno spicchio di pera abate fetel
– 1/4 di melanzana
– qualche ciuffetto di insalata songino
– aceto balsamico
tagliare la melanzana a fettine e grigliarla in padella. tagliare uno spicchio di pera in sottili fettine senza eliminare la buccia. riscaldare la piadina e disporla su un piatto, spalmarla abbondantemente di squacquerone, disporvi le fettine di melanzana, quindi le fettine di pera, cospargerle con gocce di aceto balsamico e guarnire con qualche ciuffetto di insalata songino per dare colore … ripiegare a libretto e gustare ancora calda!
per una pausa pranzo dal sapore assolutamente social che vi fa parlare dell’Emilia!
con questa piadina partecipo al contest “a tutta piadina”
di simplyfood e fashion flavors cooking
la mia droga. il pane! è più forte di me, è una dipendenza, una tentazione alla quale non so resistere. provo a controllarmi ma il più delle volte non ci riesco. altre volte me lo impongo e poi penso “è l’ultima volta, la prossima lo compro”. ma il peggio è quando lo compro davvero e lo mangio (tanto), e penso anche che è buono e in fin dei conti che sarà mai? un pezzettino, solo un pezzettino e da lunedì a dieta!!
non solo lo amo assoluto, farcito, spalmato di marmellata, creme alle olive, fritto, ripassato al forno con mozzarella e pomodoro, nel latte … ma la mia vera dipendenza è: farlo! immaginarlo, impastarlo, formarlo, infornarlo, assaggiarlo non appena sfornato … pane alle nocciole con farine ai 7 cereali.
Ingredienti
- 500 gr farina ai 7 cereali
- 370 ml acqua tiepida
- 1/2 cubetto di lievito di birra
- 1 e 1/2 cucchiaino di sale
- 1 cucchiaino di miele
- 100 gr nocciole tostate tritate
sciogliere il lievito con metà dell’acqua e il miele. mettere la farina a fontana, aggiungere l’acqua e il lievito e insieme. spolverare di farina e lasciar lievitare al tiepido per almeno 20 minuti.
riprendere l’impasto, aggiungere il sale, le nocciole, l’acqua rimanente e lavorare a mano per circa 10 minuti. cospargere di farina e lasciar lievitare per 1 ora.
a questo punto dividere il pane in filoncini o pagnotte, incidere la sommità e lasciar riposare per 15 minuti. infornare per 20 minuti a 200°
e in tempo di scampagnate, pic-nic, gite fuori porta e le prime giornate in spiaggia: tutti pronti a preparare i panini più gustosi e originali. io ho provato questa versione con salame e kiwi, e devo dire che l’abbinamento è sorprendentemente favoloso!


































