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un mese di pausa. un mese di riflessioni e considerazioni. di cose accadute e di eventi a cui non riesco mai ad essere presente. ho sempre talmente i minuti contati che mi ritrovo a dover rinunciare al tempo per i miei hobbies e passioni che, probabilmente sbagliando, considero sempre qualcosa di “accessorio”, quel di più a cui è giusto rinunciare a favore di più tempo con la mia famiglia (che poi spesso si traduce in: tempo per commissioni, file alla posta, pulire e stirare). il salone del gusto a torino, il fuori salone da eataly, corsi di cucina, degustazioni, incontri tra foodblogger ma anche semplici contest e raccolte a cui non riesco a partecipare … e da lì le mille riflessioni sul: ma cosa lo faccio a fare? che senso ho io con la mia passione per la cucina se non riesco a farla crescere, ad imparare cose nuove, incuriosirmi altrove … e così mi era venuto in mente di mollare, di lasciar perdere, perchè senza un progetto vero è inutile “continuare a perdere tempo”.
poi un commento lasciato qui sul blog mi ha fatto cambiare idea. mi ha fatto riflettere sul fatto che non ho mai pensato di avere questo blog “per qualcuno” ma per me, per la mia emma che condivide sempre di più questa passione per la cucina, per le mie amiche e cugine distanti che attraverso le mie pagine sono sempre al corrente di cosa facciamo e cosa ci succede, per avere l’opportunità di conoscere persone come sonia, cinzia, serena, gaia, per avere uno spazietto dove rifugiarmi con i miei pensieri e i miei semplici esperimenti … e poi chissà, prima o poi riuscirò a fare un corso di pasticceria e a partecipare a qualche food-evento e a conoscere di persona “le penne e i mestoli” che tanto adoro, e anche inseguire un progetto …

ripartiamo, sebbene con la consapevolezza di una “costante irregolarità” dei miei post, con un po’ di carica ed energia … che poi con il freddo che è appena arrivato ci sta proprio bene: un bella tazzona di cioccolata calda, seduta sul divano davanti al camino, con la coperta di lana sulle gambe e una copia di myself da sfogliare, come la vedreste? praticamente un sogno! ma se consideriamo che il divano è sicuramente occupato da emma e dalle sue bambole, oppure dal papy che guarda un’avvincente puntata di chi l’ha fatto, megacostruzioni, megadisastri, fabbriche sconvolgenti o qualcosa di simile, e che magari davanti al camino ci sto pure, però anche dietro l’asse da stiro mentre cerco di riemergere dal mucchio di panni che ormai è residente fisso da noi … insomma il tempo è poco, quindi cioccolata o caffè invece che sorseggiarli preferisco mangiarli sotto forma di morbidi e delicati tartufi con ricotta e caffè!

Ingredienti:

- ricotta di mucca freschissima 200 gr
- zucchero 100 gr (anche di canna)
- farina di cocco (cocco disidratato) 150 gr
- 1 tazzina di caffè raffreddato

- cacao amaro

lavorare la ricotta con lo zucchero in modo da ottenere una crema morbida, alla quale aggiungere a filo il caffè, per la quantità è da regolarsi ad occhio e a gusto, aggiungere quindi la farina di cocco un po’ per volta e amalgamare bene: l’importante è ottenere una consistenza tale da permettere di formare tante palline.
rotolare i tartufi nel cacao amaro e lasciar riposare in frigo per un’oretta.


l’abbinamento tra il caffè e il cocco può sembrare strano in apparenza ma, dosato con attenzione e senza esagerazioni, è davvero delicatissimo … proprio come la variazione caffè e cocco della nespresso che, confesso, è stata l’ispirazione di questi tartufi ed è la mia “droga” dopo pranzo in ufficio … anzi: prima che finisce la pausa pranzo, corro a prendere la “mia dose”.

buon pomeriggio!

 

 

 

scritto da admin on cioccolata, colazione e merenda, dolci e torte, idee buffet, piccole storie quotidiane, rustici e finger food

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da poco più di un mese e mezzo emma ha ripreso l’asilo … anzi “la scuola materna” come lei stessa tiene a precisare… e quest’anno l’abbiamo ripresa esattamente così come abbiamo finito l’anno scorso, che a sua volta era finito così come era iniziato: tra disperate lacrime, urla e magliette strappate (le mie, visto che a forza le maestre dovevano staccarmela di dosso). inutile sottolineare come, per un intero anno, io sia andata via dall’asilo, con quel cazzotto allo stomaco, i sensi di colpa che mi portavo in ufficio, e la corsa che facevo alle 18 per andare a prenderla e trovarla felice e soprattutto con nessuna intenzione di andare via.

quest’anno, fiduciosa del fatto che fosse più grande (1 mese in più rispetto a fine luglio fa la differenza, vero?), che ritrovasse le sue maestre e i suoi amichetti mi ero illusa sarebbe andata meglio e invece per le prima due settimane: cazzotto allo stomaco e sensi di colpa in ufficio. nulli i tentativi per un anno (e 2 settimane) di farle fare colazione al bar prima di entrare, oppure portarle una sorpresa all’uscita, portarla al parco (o da ikea: in assoluto la sua meta preferita), fallito tutto.
un giorno, complice un collega che mi ha fatto scoprire una raccolta di libri davvero carina: “storie per diventare grandi” (della casa editrice Hachette) con le bellissime illustrazioni di Nicoletta Costa, ecco che arriva l’idea!!!
ho raccontato ad emma che avevo visto in libreria (per lei l’edicola è il posto dove si comprano riviste di cucina e figurine) una raccolta “bollini del sorriso”: un bollini ogni volta che sarebbe entrata a scuola col sorriso, ed ogni 5 bollini il libraio le avrebbe dato un libro. la mattina dopo è entrata a scuola corredata di sorriso smagliante, mi ha scoccato un grosso bacio sulla guancia e mi ha “intimato” di riferire al libraio quanto fosse stata brava. inutile dire quanto sia stato bello per me quel giorno: sono uscita dal giardino dell’asilo camminando a due metri da terra, leggera e felice, riuscendomi anche a godere la giornata di lavoro. all’uscita di scuola le ho portato il primo libro della raccolta, i bollini e la scheda su cui attaccarli (ovviamente fatti da me).

abbiamo già 4 libri della raccolta il che vuol dire che sono più di 3 settimane che non piange più: entra sorridente e di corsa tirandosi  dietro il suo piccolo trolley (rigorosamente rosa e della malefica gattina) ed è ancora più contenta quando la sera può attaccare il meritatissimo bolletto (lei li chiama così), poi leggiamo la storia prima di andare a dormire e quando il sabato facciamo insieme gli esercizi del libro con le figure e le letterine.

il sorriso è diventato protagonista anche delle nostre colazioni, sia di quelle veloci alle 6.40 del mattino: latte, biscotti, caffè, fette biscottate e una tavola apparecchiata carina a metterci allegria, sia di quelle rilassate e rilassanti della domenica, in cui la colazione per tre è ricca di marmellate, cereali, tea, latte e qualche volta con il sole nel piatto… quando prepariamo le famose frittelle di paperino: i pancakes!

Ingredienti per circa 10 pancakes
- 120 gr farina di riso
– 200 gr latte
- 20 gr cucchiaio zucchero di canna (1 cucchiaio)
- 2 uova intere
- 20 gr burro
– 2 cucchiaino lievito (o di bicarbonato)
– sale mezzo cucchiaino

mettere in una ciotola la farina di riso, lo zucchero, il lievito e il sale; in un’altra ciotola sbattere le uova fino a che non schiariscono e formano una leggera schiuma in superficie, quindi aggiungere il latte e continuare a sbattere, infine il burro fuso ma non caldo. sbattere a mano ancora qualche minuto e versare lentamente il composto sulla farina, zucchero e lievito. continuare a frustare fino a che non sarà liscio ed omogeneo. coprire la ciotola con la pellicola e lasciar riposare in frigo per almeno mezz’ora. (io a volte le faccio subito senza farle riposare, altre volte preparo l’impasto la sera e cuocio i pancakes la mattina dopo).
ungere con pochissimo burro un padellino piccolo antiaderente (basta anche sporcare un po’ di scottex col burro e passarlo sul padellino) e lasciar scaldare a fiamma bassissima, quindi con un mestolino versare il composto al centro (io ne verso un mestolino e un po’) e lasciare che si allarghi da solo, far cuocere qualche minuto fino a quando si inizieranno a formare come dei piccoli buchetti in superficie, a questo punto aiutandosi con una palettina o una forchetta staccare prima i bordi e poi girare la frittella per lasciarla cuocere un minuto  anche dall’altra parte.
adagiare le frittelle una sull’altra in un piatto formando la classica torre di pancakes.

la tradizione americana vuole che i pancakes vengano irrorati con lo sciroppo d’acero, noi però siamo italiani e ognuno farcisce le sue frittelle come preferisce: marmellata, cioccolata, miele (i miei preferiti)…

ho provato i pancakes sia con la farina normale che con quella di riso e devo dire che ormai li faccio solo con quella riso che li rende più digeribili (oltre al fatto che essendo senza glutine sono perfetti anche per chi soffre di intolleranze) e soprattutto più soffici, lasciandoli morbidi anche per conservarli.

se dovesse avanzarne qualcuno vi suggerisco un modo per trasformare una ricca colazione in un golosissimo dessert o un’idea diversa per un piccolo dolce in versione finger food.

sciogliere a bagno maria del cioccolato fondente, spalmare i pancakes con il cioccolato fuso e arrotolarli, fermarli e metterli in frigorifero per una ventina di minuti. tenete in caldo il cioccolato avanzato in modo che non solidifichi nuovamente, in caso contrario scioglierlo di nuovo. tagliare il rotolino raffreddato a fettine spesse circa 1,5 cm e immergerne un lato nel cioccolato fuso, quindi poggiarle su un piatto con il cioccolato verso l’alto e cospargerle di granella di nocciole o di pistacchi. riporre di nuovo in frigo giusto per il tempo che il cioccolato solidifichi, quindi servire …

è così che spesso la domenica facciamo accomodare il sole alla nostra tavola!
buona domenica di sole e sorrisi!

scritto da admin on idee buffet, piccole storie quotidiane, primi piatti

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ok, ultimamente sto correndo più del solito, e non intendo correre con tanto di scarpette e pantaloncini (troppa fatica solo a scriverlo), ma parlo di ritmi quotidiani sempre più frenetici e serrati, tanto da portarmi a perdere troppe cose che mi accadono intorno, troppe cose che riguardano le persone che amo. non riuscire a trovare il tempo per fare una telefonata alla mia amica storica, per poi chiamarla e scoprire che è incinta di ben 6 mesi: beh, vuol dire che qualcosa va rivisto nei ritmi della quotidianeità! e chissà quante altre cose mi perdo sempre troppo intenta a macinare km tra casa e ufficio, uscire di corsa alle 18 e correre a prendere la mia bimba all’asilo, correre a casa e sempre di corsa preparare una rapida cena e metterla a letto, sistemare la cucina, organizzare il minimo sindacabile in casa e per l’indomani … a volte la giornata trascorre così, senza aver avuto il tempo di specchiarsi due volte, di rivolgere due parole al mio compagno (a parte quelle due urlate isteriche che invece trovano sempre il tempo di venir fuori), di fare mezza carezza al cane. ed è così tutti i giorni fino al week end, in cui poi si corre per lavare tutto quello che si è usato nella settimana, ricomprare quello che si è consumato, pulire quello che si è sporcato, cucinare quello che si mangerà  e stirare quello che si indosserà nella settimana successiva … ma che vita è? la dura realtà del pendolare! e siamo veramente in tanti a correre tutto il giorno tutti i giorni!
ogni tanto ci si dovrebbe imporre una giornata per andare a rallentatore: per fermarsi a scambiare 4 chiacchiere con il fruttivendolo, telefonare alla nonna, giocare all’aperto con i figli senza pensare alle mille cose da fare, fare un giro in moto con il proprio marito, pranzare con un’amica e fermarsi a prendere un caffè comodamente sedute ai tavolini di un bar… impossibile vero? per questa vita che dispensa tempo libero col contagocce io intanto ho trovato una soluzione per accorciare i tempi e la pasta la serviamo in tazzina: fusilli con crema di funghi e caffè!

Ingredienti per 4 persone
– 400 gr di fusilli (per me fusillotti Rummo)
– 1 busta di panna fresca da cucina
– 10 gr di funghi porcini secchi
– 1 cucchiaino di caffè in polvere
– 1/2 tazzina di caffè caldo
– latte (se occorre)
– burro
– 1/2 dado da cucina
– sale  e pepe

mettere a bollire l’acqua per la pasta. intanto preparare la crema per il condimento: in una scodellina mettere a bagno i funghi secchi in acqua bollente e lasciare in ammollo per 15/20 minuti finchè non saranno ammorbiditi, quindi tagliarli grossolanamente con un coltello. in un tegame capiente scaldare una noce di burro in cui far sciogliere il 1/2 dado e aggiungere i funghi, far rosolare quindi abbassare la fiamma al minimo e aggiungere 1 cucchiaino di caffè in polvere. aggiungere la panna lentamente sempre girando in modo da sciogliere il caffè, aggiungere gradatamente la 1/2 tazzina di caffè caldo e far assorbire dalla crema. non far asciugare troppo, e se occorre aggiungere un pochino di latte.
scolare la pasta al dente e ripassarla nel tegame per condirla. servire ben calda e cremosa.

un’idea originale per questa pasta (che è da provare con la pasta integrale) è servirla in monoporzioni da buffet direttamente in una tazzina da caffè!

 

Con questa ricetta partecipo al contest
passeggiando nel bosco … fino a tavola
organizzato da semplicemente buono e i piaceri del gusto

scritto da admin on colazione e merenda, dolci e torte, piccole storie quotidiane

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a volte è inutile mettersi lì a pensare a cosa preparare, sfogliare libri per cercare idee e ispirazioni, leggere avidamente foodblog ed entrare golosamente in bellissime foto, il tutto alla ricerca di una ricetta d’effetto, di quelle che ti dovrebbero lasciare a “bocca chiusa” … certo. perchè per me l’educazione a tavola è fondamentale: si mangia a bocca chiusa e non si mettono i gomiti sul tavolo!

a volte ti basta parlare a telefono con un’amica, trovarti a nominare un dolce che sa di famiglia et voilà: ecco che ancora con il telefono attaccato all’orecchio ti ritrovi a prendere dal frigo le uova e il burro, la farina si materializza come per incanto sul bancone della cucina e sempre col telefono in mano inizi ad impastare la “crostata come la faceva la nonna” …

ovviamente la crostata della nonna è inimitabile quindi inutile provare a copiare la ricetta senza rischiare la delusione, ma ispirarsi a lei per cercare il giusto equilibrio tra dolcezza, consistenza, profumi e amore (senza questo ingrediente in cucina non si entra!): è garanzia di un buon risultato!

la versione originale prevederebbe una base di pasta frolla, uno strato di crema pasticcera, qualche cucchiaiata di marmellata di ciliegie e un altro strato di pasta frolla a coprire, appena raffreddata: una spolverata di zucchero a velo e via …
io ho un po’ cambiato le carte in tavola e l’ho delicatamente arricchita!

Ingredienti per una pasta frolla morbida
– 400 gr farina 00
– 180 gr di zucchero
– 1 uovo intero e 1 tuorlo
– 140 gr margarina

mettere la farina a fontana con lo zucchero e al centro aggiungere la margarina molto morbida e le uova. impastare come una normale pasta frolla che però rimarrà più morbida. far riposare una mezzoretta in frigorifero. intanto preparare la crema.

Ingredienti per la crema pasticcera:
– 120 gr di latte fresco intero
– 2 tuorli d’uovo
– 50 gr di zucchero di canna
– 2cucchiai di maizena
– buccia di limone

sbattere i tuorli con lo zucchero e un cucchiaio di acqua bollente fino ad ottenere uno zabaione cremoso e bianco, riscaldare il latte e aggiungerne una metà allo zabaione continuando a sbattere con le fruste, quindi aggiungere il tutto al rimanente latte, aggiungere delle scorzette di limone ben lavate e 2 cucchiai di maizena setacciata. mettere sul fuoco a fiamma bassa fino a che la crema non si addensa, sempre continuando a girare con le fruste, in modo che non si creino grumi. lasciar raffreddare.

Ingredienti per assemblare la crostata:
- pasta frolla
- crema pasticcera
- una mela golden
- marmellata di amarene
- amarene sciroppate
- marmellata di pesche

foderare solo il fondo di una teglia da crostata, e disporre 3/4 della pasta frolla sul fondo e sui bordi stendendola con le mani (è morbida per stenderla col mattarello), quindi ricoprire il fondo con una mela tagliata a dadini. infornare a 180° (forno già caldo) per una decina di minuti. togliere dal forno e coprire la mela con la crema pasticcera, quindi distribuire qualche cucchiaiata di marmellata di amarene a coprire la crema irregolarmente e aggiungere qualche amarena sciroppata, ricoprire la crostata foderandola con la rimanente pasta frolla. infornare di nuovo per circa 20 minuti o finchè la frolla non vi sembra cotta.
Sciogliere un cucchiaio di marmellata di pesche (o albicocche o arance … una marmellata chiara insomma) in due dita d’acqua, spennellare la crostata per lucidarla, lasciar raffreddare. (in alternativa alla marmellata si può lascira raffreddare e spolverare con lo zucchero a velo … come la ricetta della nonna).

nei pomeriggi d’autunno, in perfetta armonia con il té delle cinque … molto english style, molto sapore di casa!

good afternoon …

scritto da admin on colazione e merenda, contest, crostate, dolci e torte, idee buffet, piccole storie quotidiane

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lavoro (sebbene per molti quello che faccio non sia un vero lavoro) da circa 11 anni e da circa 11 anni faccio l’altalena tra una partita iva e i contratti a progetto e i lavori spot (che, confesso, sono spesso quelli che mi piacciono di più!): insomma l’emblema del precariato! un anno fa ha avuto inizio questa nuova avventura come grafico nell’ufficio marketing di una società di roma: bell’ambiente, begli uffici, colleghi straordinari, il lavoro è vario e con possibilità di fare “cose belle”. mi piace. tra sacrifici per gli orari, spese assurde di asilo e benzina che mi fanno lavorare quasi gratis, ritmi frenetici e sballati che ricadono sulla piccola peste costretta a sveglie all’alba e tanti km in macchina ogni giorno, il mio compagno che si è sobbarcato spese extra e tanti nervosismi per lo stress (non che lui ne sia esente!): ci ho provato, ci abbiamo provato tutti. perchè oggi come oggi un solo stipendio sta un po’ strettino; perchè non si rifiuta un lavoro che “ti è venuto a cercare” mentre quelli che cerchi tu ti ignorano del tutto; perchè non è detto che una donna non possa essere madre e avere una carriera. 1 anno di sacrifici, 1 anno duro su un’altalena perpetua di dubbi, soddisfazioni, stanchezza, voglia di cedere, e costante dimostrazione (a me stessa soprattutto) che basta volerlo per poterci riuscire. tra meno di 10 giorni il mio contratto a progetto scade ma il 1° ottobre rientrerò in ufficio non più da precaria, non più con quella sensazione del “oggi ci sono, domani chissà”. ci sono riuscita: c’è riuscito il mio lavoro, c’è riuscita la mia famiglia. è stata una soddisfazione non da poco quella di poter firmare, per la prima volta in 11 anni di lavoro, un contratto a tempo indeterminato: sapere che qualcuno ha stima e fiducia in me e in ciò che faccio e che per questo “vuole tenermi”.

anche in cucina volevo fare qualcosa per la “prima volta” e assaggiare un sapore nuovo, quindi ho approfittato dell’occasione dello scambio di ricette, “dai! ci scambiamo una ricetta…” del ricettario di Cinzia, per provare a fare un “crumble”.
mai fatto un crumble prima d’ora, e tra le sue ricette c’era questa che mi ha subito convinta. lei è una blogger romana, mia omonima tra l’altro, che mi piace da impazzire: la signorina pici e castagne. (sapete quanto ci ho messo a scegliere la ricetta da “copiarle”? 2 mesi credo! me ne sono appuntate almeno 10 (la mia selezione tra l’altro era condizinata dalla scelta di ricette che non avessero quegli ingredienti non graditi in casa … altrimenti se fosse stato per me non sarei mai riuscita a scegliere).
lui, il crumble, è questo: di prugne e pepe di giamaica, che nella mia cucina è diventato: crumble di prugne e pere, con chiodi di garofano e pepe rosa.

ingredienti per due cocottine:
- 6/7 prugne rosse
- 1 pera coscia matura
- qualche bacca di chiodi garofano
- pepe rosa
- 50 gr di zucchero di canna
- 100 gr farina
- 70 gr di burro
- scorza di limone

lavare e tagliare le prugne a spicchi e la pera a fettine sottili, metterli in una ciotola a macerare con qualche chiodo di garofano pestato, una spolverata (non troppo moderata) di pepe rosa, 2 cucchiai di zucchero di canna, per circa 20 minuti.
in una ciotolina mescolare velocemente con le dita la farina, lo zucchero rimasto, il burro morbido e un po’ di scorza di limone grattuggiata, fino ad ottenere un impasto molto “sbricioloso”. dividere la frutta in 2 cocottine da forno e ricoprirle con il crumble.
infornare in forno preriscaldato a 180° per circa 30 minuti.


la “signorina pici e castagne” consiglia di accompagnare questo dolce con una crema alla vaniglia o del gelato alla panna, io pur essendomi munita di ottimo gelato alla panna fresca: sono stata completamente rapita dal profumo di frutta, zucchero e spezie, e troppo intenta a sbrigarmi a scattare le foto per poter finalmente assaggiare il mio primo crumble: strepitoso!!! … mi sono completamente dimenticata del gelato!


questo dolce ha degnamente chiuso una settimana intensa e memorabile, è stato un pretesto in più per continuare a festeggiare e soprattutto è stata una scoperta.
auguro a tutti e soprattutto alla signorina mia omonima ;-) una settimana che sia memorabile per qualche piccola soddisfazione personale
(perchè ammettiamolo: fanno di un bene per l’autostima!!!) e per la scoperta di qualche nuovo sapore…


 

scritto da admin on piccole storie quotidiane, primi piatti

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ok mi rassegno: le vacanze sono ufficialmente finite. siamo tornati  tutti a casa, le valigie riposte, rispolverati tacchi e borse da ufficio, terminati gli orari ridotti di inserimento all’asilo (… e al lavoro), riprese le sane abitudini: a ninna presto la sera e svaghi concessi dal venerdì sera alla domenica. i buoni propositi per il nuovo anno (beh si, io funziono con l’anno “accademico”, quindi per me settembre è il mese dei buoni propositi) sono stati trascritti, ben fissati e qualcuno già in lavorazione … direi che tutto è pronto per riprendere alla grande, con qualche cambiamento, qualche grande idea e spero con tanto tempo a disposizione da dedicare alla mia cucina.

progetti, transizioni, voglia di stravolgimenti e di miglioramento … se dovessi tradurlo in grafica ci sarebbero solo due colori: il bianco e il nero! il cambiamento! ma ovviamente è rigoroso portarsi sempre dietro un tocco di colore … lo stesso ho fatto in cucina!
Riso basmati, fagioli neri e mazzancolle.

Ingredienti per 4 cocottine
- 300 gr fagioli neri secchi
- 120 gr di riso basmati
- 4 mazzancolle fresche
- 2 cipolle bianca
- 1 carota
- 1/2 gambo di sedano
- sale e olio

mettere i fagioli a bagno in acqua fredda per circa 8 ore avendo cura ogni 2-3 ore di scolarli e cambiare l’acqua. preparare un soffritto leggero con 1 cipolla, 1carota, 1/2 gambo di sedano tagliati a dadini piccolissimi, quindi rosolarvi i fagioli per qualche minuto girandoli per non farli attaccare e ricoprirli con abbondante acqua non salata. cuocere a fuoco leggero per circa 1 ora aggiungendo poca acqua all’occorrenza (con la pentola a pressione ci vuole molto meno ma a me fa paura e non la uso!). quando la cottura sarà quasi ultimata aggiungere un pugnetto di sale (aggiungere il sale quasi a fine cottura evita che la buccia dei fagioli si indurisca e li renda meno digeribili) e finire di cuocere senza aggiungere acqua in moda che non siano troppo “liquidi”.

intanto sciacquare il riso per eliminare l’amido in eccesso, quindi cuocerlo in acqua salata aggiungendo una cipolla bianca spaccata a metà. il riso basmati ha un gusto deciso, buonissimo anche senza condimenti particolari, quindi ideale per accompagnare zuppe di legumi o verdure e piatti di carne.

mentre il riso cuoce, preparare un’emulsione di olio, qualche granello di sale grosso e qualche goccia di limone, immergervi le mazzancolle (che avremo prima lavato con acqua fredda) e lasciarle marinare per circa 15/20 minuti, asciugarli bene e cuocerli su una piastra ben riscaldata per pochi minuti rigirandoli di tanto in tanto per farli dorare da ogni lato.

impiattare nelle cocottine (o in un normalissimo piatto) affiancando il riso ai fagioli oppure unendoli insieme e aggiungendo una mazzancolla per ogni porzione.


I fagioli neri sono stati una casuale quanto piacevolissima sorpresa: confesso li ho comprati per il colore, per poi scoprire che sono una varietà dal gusto più delicato e soprattutto tra le più ricche di fibra. buonissimi e … coreografici!


a questo punto non mi resta che augurarvi buon appetito e … buon anno ;-)

scritto da admin on colazione e merenda, crostate, marmellate, piccole storie quotidiane

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eccole! finalmente sono arrivate le tanto sospirate ferie. ultime ore di ufficio e poi due settimane tra mare, sagre, gite e montagna, si spera lunghe dormite e grasse mangiate (tanto alla prova costume ci ho ormai rinunciato e quest’anno a mare ci vado col salvagente incorporato, così le cose son due: o mi salvo da un probabile annegamento oppure mi lascio trasportare dalla corrente e vado a visitare le coste della croazia).

prima di andare in ferie sono però riuscita a dare “il colpo finale” al forno, così anche lui potrà meritarsi un po’ di riposo … almeno fino al mio rientro …

questa crostata con marmellata ai frutti di bosco e more è un regalo per il compleanno di una dolcissima collega incontrata quest’anno nel nuovo ufficio dove lavoro. una persona speciale alla quale è impossibile non volere bene, non affezionarsi e non sorridere pensando a lei e al suo modo di essere così genuino. qualità rara e quindi ancora più preziosa: grazie patrizia per quello che sei!

rimanendo in tema da ufficio (soprattutto perchè manca ormai pochissimo all’inizio delle ferie), oggi è anche il compleanno di una ex collega ma ancora amica: una donnina che sembra uscita da un cartone animato: sempre sorridente, sempre allegra, con la vocina squillante e la risata contagiosa che mettono allegria, una donnina con un entusiasmo e modo di sorridere alla vita che dovrebbe essere d’esempio! quindi virtualmente dedico anche a lei una fetta di questa crostata! auguri alicina!

con questa crostata va in pausa storie di zucchero, fino a settembre, e anticipo la piccola novità che riguarderà le foto di alcuni post a partire dalla ripresa: un po’ di elaborazione grafica sulle immagini (senza esagerare), per unire le mie due grandi passioni “cucina&grafica” e aggiungere alle immagini quel pizzico di sale in più che non guasta …

Ingredienti per la frolla (stampo da 30 cm)
- 100 gr di farina 00
- 100 gr di farina 0
- 100 gr di farina integrale
- 50 gr di farina di riso
- 180 gr di zucchero di canna
- 2 uova intere
- 140 gr di margarina

montare con le fruste le uova e lo zucchero, quindi aggiungere la margarina e montare ancora per qualche minuto, (aromatizzare come si preferisce: con scorza grattuggiata di limone o estratto di vaniglia…) infine aggiungere la farina e amalgamare prima con un cucchiaio di legno quindi lavorare con le mani fino ad ottenere il classico panetto di pasta frolla che andrà chiuso nella pellicola e lasciato riposare in frigorifero per circa 30/40 minuti.

Intanto preparare la marmellata. ingredienti:
- 150 gr mirtilli
- 200 gr more
- 150 gr fragole
- 200 gr zucchero (preferibilmente di canna)
- succo di 1/2 limone

lavare, asciugare e tagliare a pezzi la frutta (lasciando da parte qualche mora e qualche mirtillo). condire con zucchero e limone e mettere in un pentolino sul fuoco basso. lasciar cuocere per circa 40 minuti mescolando di tanto in tanto controllando che non si attacchi. quando inizia a prendere la consistenza della marmellata frullare col minipimer direttamente nel pentolino (questo passaggio si può anche evitare se la marmellata vi piace di più “con i pezzi”) e far bollire ancora per una decina di minuti. provare un cucchiaino di marmellata su un piattino: se è liquida lasciar bollire ancora, se è invece non scivola nel piatto è pronta.

con la pasta frolla foderare una teglia da crostata di circa 30 cm cercando di stenderla abbastanza sottile, disporre sul fondo della crostata le more e i mirtilli tenuti da parte quindi ricoprire con la marmellata. decorare a piacere con strisce di pasta frolla, o ritagliando la pasta frolla con formine di vario tipo.

cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per circa 30/40 minuti, fino a che la frolla non sarà diventata dorata. lasciar raffredare in forno.

a questo punto non resta che augurare a tutti buone vacanze, ci si rilegge a settembre, con nuove idee, nuovi ingredienti, un po’ di fresco e spero non troppi kili in più …

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